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Succisa virescit... la quercia, benché schiantata dalla bufera, rinasce sempre con intatto vigore. 

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La Risposta di Romana PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria   
Venerdì 11 Giugno 2010 13:55

Logo Rugby Frascati
 

 

 

Invio questa mia risposta sia al Minirugby 2001 sia al

Rugby Frascati ssd come ho fatto per la precedente

comunicazione.

Scusate il ritardo con cui arriva la mia risposta ma

sono tornata solo oggi a casa. Verrei volentieri

all' incontro ma è da tempo che non vivo più a Roma.

Ho ricevuto contemporaneamente due risposte in

seguito alla mia lettera del 5 giugno forse perché l'ho

inviata a più di un indirizzo mail corrispondente al

Rugby Frascati ssd.

Da quanto si legge non deve esserci molto accordo 

tra voi se una società mi ringrazia e si trova d'accordo

e l'altra mi risponde, risentita,  dicendomi che si fregia

di essere stata, cito testuali parole: "La prima ad

utilizzare un codice etico, per questo farà parte

("addirittura!!!" lo dico io) di una commissione ristretta

selezionata dalla Federazione Italiana Rugby tra 26

società di Rugby atta ad introdurlo come standard tra

le stesse". 

Io ho espresso semplicemente una mia personale

opinione e ribadisco che sarei venuta volentieri

all'incontro ma non certamente per parlare con la

"signora" Musetti che, come ripeto ritengo

incompetente e non all'altezza. Vorrei parlare con

i ragazzi, con i bambini e soprattutto con chi tra

gli adulti, dirigenti o genitori che siano, non si

riconosce con quanto avviene in realtà nel vostro

mini rugby. Come ho già detto non vivo più da

quelle parti ma continuo a seguire il rugby perché

è una passione di famiglia. Alcuni amici erano presenti

domenica 30 maggio a San Donà e anche lì non avete

fatto certo una bella figura. Non parlo di risultati e

nemmeno dei ragazzi dell’Under 16, loro non hanno

certo colpa. Parlo del pubblico frascatano al seguito

 che si è permesso di intromettersi  in modo diretto su

decisioni che, invece, sono esclusiva competenza 

dell'allenatore e dei tecnici, almeno lo erano finché

hanno giocato i miei nipoti e prima di loro i miei figli. 

L’intervento è stato maleducato e imbarazzante tanto

che la reazione dei restanti spettatori è stata quella di

gridare "terroni, terroni" rivolgendosi ai  nostri ragazzi

del Frascati e ai genitori che si sono permessi di

intervenire. Mi dispiace ma questo non è il rugby che

ho conosciuto nella vostra società. Non dico nostra

perché non mi riconosco più con il vostro gruppo e

penso che molti, come me, ormai  non si identifichino

con ciò che siete e rappresentate a Roma e fuori. 

Sono stata sempre orgogliosa di dire che per un

periodo i miei hanno giocato con la vostra maglia

ma oggi, cari signori, penso che invece di vantarvi

di essere i primi ad avere un codice etico dovreste

preoccuparvi di farlo leggere ai genitori dei ragazzi e 

non sarebbe male se ogni tanto lo andaste a rispolverare

anche voi. Il rugby è fatto di umiltà, rispetto delle

regole e delle gerarchie, chi ha detto che il gioco

del rugby è uno sport da combattimento e che per

questo deve essere praticato e diffuso tra i giovani

aveva ragione perché gli stessi valori sono validi

nella vita di un uomo.

Deciso, rispettoso per l'avversario, disponibile,

remissivo ed intelligente tanto da avere la capacità

di seguire quanto viene dettato da chi ne sa più di lui, 

coraggioso e capace di sacrificarsi, quando è necessario, 

a farsi da parte per il bene della squadra.

Se dei genitori si permettono di intromettersi nelle decisioni

di chi conduce il gruppo, vuol dire che non siete capaci di

gestire una società rugbystica.

Il rapporto con l'allenatore deve essere esclusiva dei

piccoli giocatori che poi saranno adolescenti e uomini.

Così impareranno a crescere, devono farsi male dentro

e fuori per diventare veri rugbisti, devono affrontare

da soli il dolore e la gioia della fatica agonistica, è

qualcosa che devono vivere tra loro, guardandosi

negli occhi, dentro e fuori lo spogliatoio, senza

interferenze esterne né da parte dei genitori né

di nessun altro.

Questo vuol dire essere educatori e questo avrei detto

se fossi stata lì tra voi. Se volete potete leggerglielo

oppure mettetelo sul sito e chi vuole può andarselo a

leggere.

Sempre se la sportivissima "signora" Musetti lo permetta.

Vi saluto e spero di tornare presto a Roma 

                                                                                                                                  

Romana Nera

Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Giugno 2010 14:23