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Succisa virescit... la quercia, benché schiantata dalla bufera, rinasce sempre con intatto vigore. 

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Lettera di Romana Nera PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria   
Venerdì 11 Giugno 2010 13:40

Logo Rugby Frascati
 

 

Nel sito della   A.S.D. Frascati Mini Rugby 2001

ho letto, con piacere e con stupore, alla voce

"Codice etico"  le parole che seguono:


"Obiettivo primario del nuovo Consiglio Direttivo

è “Etica & Trasparenza” nell’ottica di assicurare un

clima sereno e di collaborazione tra tutti.
Il senso di appartenenza ad una grande Squadra

passa anche e soprattutto per un comportamento

civile, per il rispetto altrui e per l’applicazione del

“Fair Play” in modo che si possa mantenere l

' elemento di divertimento e soddisfazione nel Mini

Rugby e, allo stesso tempo, garantire che i giovani

atleti crescano in un clima sano.
Il Codice Etico è stato redatto per ricordare

costantemente al consiglio, agli educatori, agli arbitri,

ai genitori, ai dirigenti e a tutti coloro che ruotano

intorno a questo mondo, che il Rugby deve essere

insegnato e giocato per il bene di quei

giovani che desiderano partecipare.
È il loro gioco!"

Mi domando come il presidente, tale "signora" Musetti

possa contraddire in modo così eclatante il codice

etico della stessa società che rappresenta e avere la

sfacciataggine di essere a capo di un gruppo di

educatori sportivi. Sono stata testimone, domenica

scorsa, del suo comportamento sleale, antisportivo e

sicuramente non da educatore tenuto di fronte a

moltissime persone.

Sono la nonna, ormai anziana, di un ragazzo che

tanti anni fa faceva parte del mini rugby proprio a

Frascati. Vedere questa donna esultare per la sconfitta

della prima squadra mi ha provocato un grande senso

di fastidio. Proprio davanti a quei bambini la cui massima

aspirazione sarà giocare nella squadra maggiore con

quella stessa maglia, quei colori, quei simboli che con

orgoglio e a testa alta si dovrebbero portare in tutta

l' Italia. La "signora " non sa cosa sia il rugby, quando

lo frequentavo io c' erano feste che coinvolgevano tutti

da 0 a 90 anni, i bambini  si divertivano, giocavano e

molti di loro si appassionavano diventando un vivaio

prezioso che, amorevolmente, si portava avanti per

costruire una prima squadra che avrebbe dato lustro

e orgoglio a tutta la Società del Rugby Frascati.

 A capo c' erano persone competenti, veri rugbysti,

capaci di trasmettere il senso reale di questo gioco nobile.

Se nel consiglio di questa società, dove purtroppo non

riconosco nessun nome della vecchia dirigenza, c'è

qualcuno che ha un po' più di buon senso, lo inviterei

ad usarlo e gli consiglierei di allontanare tali deleteri

esempi di gretta antisportività, di totale noncuranza dei

codici rugbystici, mai scritti ma sempre rispettati

(di cui la "signora" non ha certo mai sentito parlare).

Ho visto genitori di bambini sconvolti dopo una così

palese manifestazione di ignoranza e penso che, tra

loro, in molti rifletteranno prima di riaffidare i loro figli

a persone così incompetenti. Il nome del  presidente

onorario, Giorgio Rubini, mi sembra di ricordarlo, forse

anche lui ricorda quegli anni passati. C' era un signore,

a parer mio molto competente di rugby, che coordinava

l' attività sportiva, organizzava pullman, feste, manifestazioni,

concentramenti. Mi sembra si chiamasse Paolo, veramente

un ottimo organizzatore. Forse il signor Rubini se lo ricorda,

potrebbero chiedere consiglio a lui su come si deve portare

avanti un  valido gruppo sportivo.  Mi permetto di scrivere

queste cose perché amo il rugby perché ha aiutato i miei

nipoti a crescere sani perché mai hanno assistito a scene

come quelle di domenica anzi, eravamo un esempio per

le altre società, c’era per noi massimo rispetto, c' era

sempre serietà, collaborazione e tutti partecipavano con

entusiasmo ad ogni evento. Scrivo "signora" tra virgolette,

riferendomi alla presidente Musetti, perché il rugby è uno

sport da veri signori e non fa per lei. Sarà certamente una

brava donna, non metto in dubbio la sua dignità e onorabilità,

non mi permetterei mai di giudicare la persona, mi permetto

solo di fare considerazioni sul suo ruolo di presidente e la

inviterei a riflettere sulla possibilità di ritirarsi da questo mondo,

è un' offesa che il rugby non si merita. Vi saluto e vi ringrazio

per aver letto lo sfogo di una vecchia signora.                                                                                                               

 

                                                                                                                                   

  Romana Nera